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Doc Servizi, i professionisti dello spettacolo
VINICIO CAPOSSELA, UN MAGO NEL CIRCO.
Articolo del 08/12/2009

Capossela è canzone.
Capossela è emozione.
Capossela è amore.
Capossela è genio.
Capossela è magia.
Capossela è un carillon.
Capossela è circo e spettacolo.
Capossela è show.
Capossela è creazione.
Capossela è fiaba.
Capossela è ironia. Capossela è satira.
Capossela è arte, nel senso pieno del termine. Arte perfetta? Non esiste. Capossela sì.
Il “Solo show” è imperfettamente seducente.
Capossela è l’artista per eccellenza. Non è “artista italiano” e non è neanche “artista di questo mondo”.
Impossibile rimanere estranei a tanta roba.
In Capossela c’è tutto.
Easy listening divertito e grande canzone d’autore (“Ovunque proteggi” finale è da lacrime), fine spettacolo circense e teatro d’arte.
Scenografia, luci e un audio pressoché perfetto rendono il tutto magistrale.
Inutile soffermarsi sui dettagli, perché ad un certo punto ha poco senso parlare di una canzone piuttosto di un’altra.
Il “Solo show” andato in scena al teatro Filarmonico lunedì 7 dicembre è veramente e solo show. Show nel senso buono del termine. Due ore e mezza di spettacolo, ben oltre venti canzoni, senza contare le gag i reprise, bis e via discorrendo. Si potrebbe quasi solo sentirlo parlare e pendere dalle sue labbra.
Abbiamo rinunciato ad almeno quindici date in Arena per essere qui stasera”. Scatta l’applauso e la risata immediata. Il rimando è chiaro e ci sta tutto. Come quello al presidente del consiglio. Mai eccessivo nonostante sia l’eccesso la sua regola.
In scaletta non ci può essere tutto, ma c’è tanto. Tra le altre “Una giornata perfetta”, “Il paradiso dei calzini”, “Corvo torvo”, “Scivola vai via”, “Dall’altra parte della sera”, “Non c’è disaccordo nel cielo” (dedicata ai piani alti del Filarmonico perché “sono i più vicini al cielo”), “Accolita di rancorosi”, “Maraja”, “Ballo di San Vito”, “Al veglione” e “L’uomo vivo (inno al Gioia)”.
Gioia gioia gioia viva per lui
State attenti a cosa desiderate per natale... Capace che si avvera!
All’inferno voglio andare e Vinicio voglio trovare.

Fabio Fila
Livepoint
fabio@livepoint.it