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ISABEL COIXET, UN CINEMA SUI SENTIMENTI DI TUTTI
Articolo del 26/04/2009

ISABEL COIXET, UN CINEMA INTERNAZIONALE SUI SENTIMENTI DI TUTTI

"Sono film che parlano al cuore e allo stomaco, e forse anche all'anima, se fossi certa che esiste e di dove si trova". È così che la regista catalana Isabel Coixet presenta le sue opere al pubblico di "Schermi d'amore", che ieri sera (sabato 25) ha letteralmente riempito la sala del Kappadue, per la presentazione in anteprima nazionale del film: "Lezioni d'amore" (titolo originale "Elegy").
Un film in cui la Coixet rinuncia per la prima volta alla sceneggiatura, anche se sceglie di cambiare il finale per, come lei stessa dichiara "lasciare un po' più di speranza alla storia". "Lezioni d'amore" - il cui titolo italiano secondo la regista "è orribile e suona di già sentito" - è tratto dal romanzo "The Dying Animal" di Philp Roth che, a quanto pare, è rimasto piuttosto soddisfatto della scelta finale della cineasta. Spiega la Coixet: "Non credo nella fedeltà e nella lealtà, nemmeno nei rapporti umani. Questo racconto di Roth non è tra i migliori che abbia scritto e nemmeno particolarmente adatto ad essere trasportato sul grande schermo. Mi sono quindi presa la libertà di tradire il testo originale".
Chiamata a girare il film dalla stessa Penélope Cruz, che ne è la protagonista, la regista spagnola ha ancora una volta dimostrato la sua abilità nel dare vita a un cinema internazionale a tutti gli effetti, in cui le sue origini catalane non sono sempre facilmente rintracciabili. "Non si tratta di una scelta commerciale - precisa - Piuttosto è un modo per estraniarsi e far emergere sentimenti comuni a tutto il pubblico a cui mi rivolgo". E in questo spostarsi di nazione in nazione per dare voce alle sue storie, la regista non può che trovarsi fortemente contraria all'uso del doppiaggio poiché "nessuno, per quanto bravo, può sostituire la voce originale dell'attore". E in effetti il pubblico italiano che visionerà "Lezioni d'amore" nelle sale la settimana prossima, dovrà rinunciare a quell'inglese della Cruz, vagamente influenzato da una cadenza spagnola, che caratterizza fortemente le origini cubane della protagonista e la sua pretesa somiglianza con La maya desnuda di Goya.
A caccia dei sentimenti umani che accomunano tutti, la Coixet ha girato il suo ultimo film in Giappone: "The Map of the sounds of Tokyo", in lizza per la Palma d'oro a Cannes. I film precedenti saranno presentati al Kappadue in questi giorni, nella più ampia retrospettiva che finora sia mai stata dedicata alla regista catalana. Tutti tranne uno: una prima opera che lei stessa ha preferito non fosse presente a "Schermi d'amore". "A quel tempo c'era in me troppa vanità associata al ruolo di regista - chiarisce - poi ho imparato che la cosa importante è raccontare le storie, più che conoscere le tecniche e calarsi nei panni del regista". Prova di questo sta nel fatto che la cineasta di Barcellona non si è formata in una scuola di cinema. È laureata in storia contemporanea e trova ispirazione al suo lavoro in vari ambienti culturali: dalla letteratura alla scultura alla musica. Quest'ultima è particolarmente importante nella realizzazione delle sue sceneggiature. Continua la regista: "Quando scrivo una sceneggiatura, ragiono fin da subito sulla colonna sonora. In "Lezioni d'amore" la produzione voleva rivolgersi per le musiche a un noto compositore e a un'orchestra, ma io mi sono opposta e ho preferito affidare la storia al suono di un solo piano, per non rischiare di mettere in ombra i protagonisti del film".
Regista, ma anche documentarista e autrice di videoclip e di spot pubblicitari (da cui prende le distanze pur ammettendone l'importanza nella sua formazione), Isabel Coixet nella sua carriera artistica ha dimostrato non solo di essere persona forte e determinata, ma anche di essere pienamente cosciente di quanto sia importante sapersi calare nella realtà per raccontarne le dinamiche intrinseche che rendono universali sentimenti e pulsioni umane. Quei sentimenti di amore, dolore, solitudine e paura che - attraverso una personalità decisa e indipendente - la Coixet sa così bene rappresentare e trasmettere al pubblico.

Dopo la proiezione di ieri sera (sabato 25), Schermi continuerà a omaggiare Isabel Coixet stasera (domenica 26) alle 20.15 con "A los que aman", che ha per interprete una splendida Monica Bellucci. A seguire "Le cose che non ti ho mai detto" (lunedì alle 20.15) e "La mia vita senza me" (martedì alle 20.15) . In programma alle 15.30 la proiezione del 29 aprile: "La vita segreta delle parole".

Proseguono intanto le proiezioni delle opere restaurate di David Lean e, tra i film in concorso, oggi (domenica 26) verranno proiettati "Tôkyô Sonata" e " L'Empreinte de l'ange", rispettivamente alle 18 e alle 22.15. Si prosegue domani con "Un roman policier" e ""Heaven on Earth", e martedì con "Los girasoles ciegos" e "Tandoori Love". Mercoledì il film vincitore sarà proiettato dopo le premiazioni delle 22.

Chiara Bazzanella
Livepoint