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SILVESTRI NON E' PIU' LATITANTE...
Articolo del 03/09/2007
Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando Daniele Silvestri, accompagnato al basso da Max Gazzè e alla chitarra da Cesareo, ha fatto il suo esordio a Verona, in uno di quei fantastici concerti che il mitico "Il Posto" ci ha regalato... da allora Silvestri ha girato l'Italia in lungo e in largo e mietuto successi anche in luoghi poco commerciali come il Mozambico e Cuba o molto commerciali come il Festival di Sanremo e il Festivalbar; così, il tanto girovagare ha fatto sì che il cantautore romano, dopo Bussolengo, Cerea, Sommacampagna, Garda, conoscesse anche le fresche temperature di Bosco Chiesanuova.
Ieri sera (2/9) alle 21.45 sulle note di Marzo 3039 è iniziato l'ennesimo concerto-successo di Daniele Silvestri, eh si... perché ad ogni esibizione di Daniele, la soddisfazione del pubblico è garantita, e lo sanno bene i bravissimi organizzatori del Daù Group, che dopo la pionieristica scelta dei Negramaro nel 2005 e la geniale chiamata di Elio e le Storie Tese nel 2006, anche quest'anno non hanno sbagliato, scegliendo un cavallo di razza, un cantante bravo e amato, capace di far muovere migliaia di persone da Verona verso le miti temperature di Bosco...
E' infatti il freddo il primo protagonista della serata, tanto che Silvestri e la sua band tardano un pochino ad entrare in sintonia con il pubblico, forse proprio perché sorpresi dalle temperature che alla sera, sopra i 1100 metri di Bosco, è facile trovare anche in estate... così la prima parte del concerto scorre tra gli applausi che il pubblico tributa ai bravi musicisti, ma senza quel coinvolgimento diretto a cui le esibizioni live di Daniele Silvestri ci ha abituato... così giunge come una manna dal cielo (forse più per chi stava sul palco che per chi stava sotto) la canzone n 11, Frasi da dimenticare, proposta in una versione rock-quasi-punk: la band si scalda (in ogni senso) e il pubblico pure... il concerto è definitivamente decollato... Daniele riacquista la classica verve da live ed intrattiene con efficacia i consueti colloqui con il pubblico, quei dialoghi che danno quel tocco in più alle sue esibizioni, tanto che difficilmente chi vede Silvestri una prima volta rinuncia ad andarci una seconda (e magari una terza, una quarta, ...).
Così il concerto scorre con la consueta fluidità, passando da brani nuovi a brani vecchi, da brani impegnati a brani scanzonati, da brani lenti a brani dance... insomma mettendo in mostra tutto il nutritissimo repertorio che in 13 anni di carriera Daniele Silvestri ha creato...
Il finale è un netto crescendo, con il pubblico oramai disinteressato al freddo, al cibo e alle bevande, e accalcato sotto il palco per partecipare attivamente cantando a squarciagola i successi più noti, tenuti appositamente per la terza parte del concerto. Si parte con una coinvolgente versione de Il flamenco della doccia, per passare a Le cose in comune, quindi è l'apoteosi con La Paranza, il successo Sanremese di quest'anno; rapido cambio d'abito (versione camicia, cravatta e occhiale scuro, stile esibizioni al Festivalbar) ed eccoli pronti per il rush finale: Gino e l'Alfetta, Salirò e Manifesto.
E' quasi mezzanotte... ma

Simone Mujelli
Muge
muge@livepoint.it