1° CIPOLLINI - 2° McEWAN - 3° ZABEL
Articolo del 14/10/2002
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Questa è la grande, grandissima, squadra che ha riportato il più importante fra i riconoscimenti del ciclismo mondiale in Italia. Domenica 13 ottobre, Mario Cipollini, con uno sprint formidabile, ha finalizzato al meglio un lavoro di squadra veramente memorabile: non dei campioni strapagati, strasnob e strapieni di sé (vi viene in mente qualche calciatore a caso?), ma una vera squadra, pronta al sacrificio e a battersi col coltello fra i denti, pronta ad esultare insieme, per una vittoria di squadra che oggi incorona tutti i 12 protagonisti (13 col commissario tecnico Franco Ballerini, nato a Firenze nel 1964), ma che domani regalerà alla storia un solo nome, quello di Mario Cipollini.
Binda (’27), Binda (’30), Guerra (’31), Binda (’32), Coppi (’53), Baldini (’58), Adorni (’68), Basso (’72), Gimondi (’73), Moser (’77), Saronni (’82), Argentin (’86), Fondriest (’88), Bugno (’91), Bugno (’92), erano 10 anni che un atleta italiano non si laureava campione del Mondo di ciclismo su strada, ma il giovane ct Franco Ballerini (in carica da poco più di 1 anno) è riuscito a mettere assieme un gruppo eccezionale e a motivarlo nel migliore dei modi, tanto che anche un “big” come Danilo Di Luca, è stato completamente a servizio della squadra, e quindi di Supermario.
Tutto bello? Tutto ok? Tutto bene? O c’è qualcosa che stride? Mah, sarebbe bello che il vero Re Leone (cioè Cipollini e non Batistuta!) fosse tale solo quando corre divinamente come sa fare, e non anche quando se la prende con i tifosi, che hanno il solo difetto di amarlo troppo; con la Iena (Enrico Lucci) di turno, che ha il solo difetto di fargli delle domande sul doping; con i giornalisti, che hanno il difetto di tempestarlo di domande (più o meno cattive) in quando grandissimo protagonista; con il mondo del ciclismo in generale, tanto da portarlo in estate a pensare al ritiro, per fortuna scongiurato dal buon senso: il percorso del campionato del Mondo e la fiducia riposta in lui da Ballerini, l’hanno “costretto” a ripensarci. E meno male!
Simone Mujelli
Muge
muge@livepoint.it


