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CIÒ CHE VIDE IL TEATRO NUOVO: GASPARE E ZUZZURRO!
Articolo del 15/02/2006

All'interno della rassegna "Divertiamoci a Teatro", al Teatro Nuovo di Piazza Viviani a Verona, è di scena in questi giorni la rappresentazione della commedia "Ciò che vide il maggiordomo", con indiscussi protagonisti Andrea Brambilla e Nino Formicola, due garanzie per la comicità teatrale italiana. Il duo lombardo, più noto al grande pubblico con i nomi d'arte di Zuzzurro e Gaspare, è in turneè con la divertente commedia, scritta dal dissacrante autore inglese Joe Orton nel 1967, anno in cui venne assassinato dal suo compagno, all'età di 34 anni.
La vicenda è ambientata per intero nell'ambulatorio del primario di una clinica psichiatrica, dove si susseguono le entrate e le uscite di scena dei sei bizzarri protagonisti della vicenda: il direttore della clinica, l'ispettore sanitario, la moglie del direttore, l'aspirante segretaria, il fattorino dell'albergo della stazione e il poliziotto. La caratterizzazione dei personaggi e l'intreccio della storia vanno di pari passo. Protagonista principe della vicenda è l'ispettore, interpretato magistralmente da Nino Formicola (Gaspare), che per la sua presunzione di essere in grado di razionalizzare ogni genere di comportamento, arriva a diagnosticare la pazzia in tutti gli altri cinque personaggi, quando, probabilmente, l'unico con dei seri problemi nel rapportarsi con la vita reale è proprio lui.
La trama di per se non è particolarmente originale, tutto ruota attorno al tentativo maldestro del dottor Prentice (Andrea Brambilla-Zuzzurro) di coprire un tentativo di scappatella non riuscito, e come la commedia degli equivoci ci insegna, l'intervento da segugio del dottor Rance complica sempre più le cose, tanto che nella seconda parte dello spettacolo lo spettatore ad ogni rientro dei vari personaggi arriva ad aspettarsi sempre un'evoluzione ancora più intricata e surreale della vicenda. La novità e l'originalità portata da Orton, sta nel mostrare il mondo dei "normali" come un mondo ridicolo, ipocrita e violento, tanto da poter esser scambiato dagli stessi "normali" come un mondo popolato da "pazzi", non rendendosi conto che dando dei "pazzi" agli altri, in fondo è come darlo a se stessi.
Ovviamente, come da sempre nella lunga carriera del duo, a Zuzzurro (anche regista dello spettacolo) è lasciato il ruolo del personaggio più comico, che riesce a far ridere non solo con quello che dice, ma anche con la sua brillante mimica, che non ha certo perso lo smalto dei vecchi tempi del Drive In, anzi, si è piuttosto arricchita di quella consapevolezza data dai quasi 30 anni di contatto continuo col pubblico teatrale.
Il successo di questo "Ciò che vide il maggiordomo" per chi conosce i Zuzzuro e Gaspare non solo come cabarettisti televisivi, ma anche come autori, registi e attori brillanti di commedie teatrali, non è certo una sorpresa.

Simone Mujelli
Muge
muge@livepoint.it