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Sangiò Art Festival dal 29 giugno al 9 settembre 2010
E' TORNATO L'ARLECCHINO ELETTRONICO
Articolo del 13/04/2001
Era la fine degli anni ’70 quando un 22enne milanese, ma brasiliano di nascita, si affacciava prima e si affermava poi nel banale panorama musicale italiano di quell’epoca, proponendo una musica e delle sonorità per nulla usuali e conformiste. Era nato l’Arlecchino Elettronico Alberto Camerini.
In 10 anni di successi e di meritata gloria Alberto ci ha regalato splendide favole come “Bambulè”, “Serenella”, “Limone e Cannella”, “Il ristorante di Ricciolina”,… e brani più allegri e popolari come “Rock’n’Roll Robot”, “Tanz Bambolina”, “Ska-tenati”, “Maccheroni elettronici”,…
Dopo un lungo periodo (’85-’00) di ricerca e di esibizioni nelle piazze, in cui la vena artistica del nostro ha prodotto solo un LP: “Dove l’arcobaleno arriva”, con le bellissime “Milano innamorata” e “Diamantina”, Camerini è tornato in sala d’incisione, scrivendo ed interpretando “Cyberclown”, il primo album della sua nuova etichetta indipendente: la “316 Records”.
Quindi, dopo aver avuto il piacere di vederlo in tv al Roxybar qualche giorno prima, poiché venerdì scorso Alberto era qui in provincia di Verona, al Jack the Ripper, ho preso la mia Ibiza e 4 amici e mi sono diretto, nonostante il diluvio in corso, in quel di Roncà. Ed è stato una vera sorpresa per noi vecchi nostalgici del “Re di plastica” e del “Computer Capriccio”: Alberto Camerini oggi è il leader di un trio chitarra (Luca Russo), batteria (Mauro Skarafiotti), basso e voce (Alberto Camerini), che si esibisce in un concerto quasi interamente punk-rock con qualche sconfinamento nello ska e nel reggae.
La performance è stata molto gradevole, e il nostro Arlecchino si conferma ancora oggi all’altezza del palcoscenico, grande o piccolo che sia, anche in questa sua nuova dimensione di punkettaro.
Il concerto si è aperto con la versione punk di “Rock’n’Roll Robot”, per poi proporre in rapida successione tutta la serie dei nuovi brani punk e rock che compongono “Cyberclown”. Punto di forza del concerto, oltre all’attrattiva-revival-Camerini, è stata sicuramente la bravura dei 3 musicisti, che si è esaltata particolarmente in “Orfeo”, “La Bambola Voodoo” e “Klonati” fra i brani punk-rock presenti nel nuovo disco e “Let’s go”, “Scemo scemo” e il rifacimento di “Help” dei Beatles fra quelli non facenti parte del suddetto.
Sia vivendo il concerto, sia nell’ascolto del cd, risultano comunque inevitabilmente coinvolgenti per chiunque i brani di matrice ska e reggae, cioè “Non rompermi le skatole”, la nuova versione di “Ska-tenati” e “Fatti una canna”.
Singolare la scelta di fare come bis dei veri bis, ossia rifare canzoni già fatte precedentemente, evitando brani più nazional-popolari e conosciuti come le suddette “Tanz Bambolina” e “Maccheroni elettronici”. Questa scelta però, non mi è parsa assolutamente un rifiuto del passato, bensì una conferma del presente, un cambio di rotta con i suoi nuovi compagni di viaggio che va a definire con precisione lo stile punk-rock della Band.
Tornando al disco, consiglio di ascoltare attentamente il riaffiorare del Camerini melodico in “Un altro sogno” e “Cyberclown”, dove una vena di nostalgia non può non investire i vecchi fans, quando Alberto canta di “…un clown nel Circo Italiano che giocava con le bambole in tv…”, e “…quando Pagliaccio a Colombina sparò…”.

Per avvicinarvi al nuovo Camerini, andate a visitare il suo sito: http://www.albertocamerini.com

OLA