UNO STRISCIONE: "MAX 6 UN MITO"
Articolo del 19/11/2005
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Il pubblico, c’era da aspettarselo, è eterogeneo come non mai, sia per tipologia di look e atteggiamento, sia soprattutto per la variegata fascia d’età: da signori di 60 anni a bambini di 5, anche se lo zoccolo duro è rappresentato sicuramente dai ragazzi di 20-30 anni. D’altronde non poteva essere altrimenti per il tour de Il meglio di Max Pezzali e gli 883, perché se è vero che canzoni come Hanno ucciso l’Uomo Ragno solleticano la fantasia dei più piccoli, è altrettanto vero che le parole di altre come La regola dell’amico chissà a quanti adolescenti hanno fatto esclamare “…è troppo così!”, e che dire di Come mai, la canzone degli innamorati? Insomma Max Pezzali è il cantante pop, più pop che c’è, il re della canzonetta semplice, ideale per tutte le tipologie di persone, per tutti gli stati d’animo, per tutte le età; e questo perché Max parla della vita di tutti i giorni, e non cerca un linguaggio aulico o pomposo, cerca solo di comunicare con la gente, con lo stesso suo linguaggio: Sei un mito, Con un deca, Non me la menare, e via dicendo, anzi… e via cantando…
Ma veniamo alla serata: ore 21.35 partono le note di Non me la menare, ma è una falsa partenza, non si capisce se salta l’impianto, se va via l’elettricità, se era una prova voluta… fatto sta, che per vedere Max sul palco, bisogna attendere altri 5 minuti, nei quali i fans si sbizzarriscono in ogni genere di coro. Ore 21.40, un breve saluto a Verona e parte Sei un mito, seguita subito da Un giorno così, le emozioni si susseguono ed è la volta di un medley “da viaggio”: Rotta per casa di Dio, Con un deca e Viaggio al centro del mondo. Max introduce ogni canzone con una breve presentazione, facendo pian piano capire il brano, come fosse un quiz, ed è una mossa ben studiata: non appena i fans capiscono quale pezzo sta per partire, scatta immediato il boato! Dopo Il mondo insieme a te, molto divertente la presentazione del nuovo singolo Me la caverò: Max racconta che è anni che ingrassa apposta per poter fare il video di questa canzone vestito da Babbo Natale (video girato proprio a Verona). E poi di discorsetto in discorsetto, via ancora con La regola dell’amico, Nessun rimpianto, Una canzone d’amore, Bella vera, La dura legge del gol, Come deve andare, Eccoti, La lunga estate caldissima, Nient’altro che noi, Se tornerai, Lo strano percorso, fino ad arrivare a Quello che capita, quando distorce leggermente il testo per ripetere più volte “Siete capitati a me”, un modo per ringraziare il suo pubblico, che lo sostiene oramai da 13 anni. Sono le 23.10 ed è giunta l’ora di far cantare anche l’ultimo dei reticenti: accompagnate da una moltitudine di accendini, partono le note inconfondibili di Come mai. Poi via ancora con Gli anni e Hanno ucciso l’Uomo Ragno… il palazzetto esplode come una fosse una gigantesca discoteca.
Dopo 2 ore di concerto è tempo di presentare la band, che ha nel chitarrista Paolo Carta il fiore all’occhiello, e di intonare voce e chitarre l’ultimo significativo brano, dedicandolo al pubblico: Grazie mille. Il classico “fuori fuori” dà la co
Simone Mujelli
Muge
muge@livepoint.it


