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LE NOTE DI FRANCESCO RENGA E DEL SUO "ANGELO" VOLANO SU PARONA
Articolo del 15/07/2005
Certo che ne è passato di tempo da quando quel ventitreenne paffutello cantava “Ricordati di me… sono L’uomo che ride… hahahaha…” tra le Nuove Proposte di Sanremo 1991. Oramai quel giovane è cresciuto molto, e abbandonando la nicchia in cui i vecchi compagni d’avventura sono rimasti, è a questo punto da considerarsi il vero artista pop-rock italiano del 2005. Eh si, perché dalla prima sua apparizione solitaria sanremese con “Raccontami” del 2001, l’escalation di successi di Francesco Renga è stata inarrestabile, fino a raggiungere la vetta della gara più ambita d’Italia, la meritata vittoria al festival ligure con “Angelo”. E allora, è proprio per questo che non bisogna stupirsi se anche ieri per Francesco si è trattato dell’ennesimo successo di pubblico, nonostante alcune considerazioni potessero far pensare ad una serata difficile: le numerose date in zona del “Camere con vista Tour” (Bussolengo, Mantova, Brescia, Parona, Vicenza, Lazise); la location di Corte Parona: sicuramente molto suggestiva, ma che presenta enormi difficoltà di raggiungimento, a causa della congestione inevitabile del traffico in presenza di eventi che possono spostare migliaia di persone; per non parlare delle difficoltà di parcheggio, dato che Corte Parona non ne ha uno, ma deve ricorrere alla limitata ricettività del paese o della vicina pizzeria… Ma poco importa, Renga val bene sopportare qualche difficoltà, l’unico pensiero è la paura di non arrivare in tempo per godersi tutto il concerto, fin dalla prima nota.
Così alle 21.40 è con “Affogo baby” che Francesco dà il benvenuto alle grande quantità di persone accorse al campo di calcio di Parona, e le macchine digitali e i cellulari si alzano al cielo, per immortalare il proprio idolo fin dal primo momento, e poco può fare la security per evitarlo. Poi è la volta di “Comete”, quindi “Stavo seduto”, “Via”, “La sorpresa”, e così dopo aver rotto il ghiaccio con la sua fantastica voce, comincia a prendere contatto col suo pubblico, scherzando con un togli-metti la giacca, data la serata umida e non proprio caldissima a Parona. Ma al di là di qualche parola ogni tanto, è il cantato il vero protagonista della serata, e allora via in sequenza altri grandi pezzi come “Ci sarai”, “Anna”, “Sto già bene”, “Raccontami”, e poi dopo una breve introduzione è la volta di “Tracce”… l’acuto su “…qui non c’è mai nessuno, che mi parli di te…” è da brividi, e non certo per il freddo! E allora avanti con altre due canzoni da cantare tutti assieme: “Dove il mondo non c’è più” e “Come piace a me”, per poi passare alla parte acustica del concerto, quando Renga e la sua ottima band, composta da tutti elementi di grande esperienza come Beppe Cazzago alla batteria, Chicco Gussoni alla chitarra, Enzo Messina alla tastiera, Paolo Costa al basso e il fido Stefano “Brando” Brandoni alla chitarra, tutti assieme vicini, si siedono su delle sedie poste sul davanti del palco e con “L’ultima poesia” inizia un medley acustico molto emozionante, andando a ripercorrere varie tappe di questi 5 anni di carriera solista.
L’emozione rimane, ma riposte le chitarre acustiche, si riparte con la batteria e la chitarra elettrica, e via con un’altra sequenza da cantare: “Favole”, “Un'ora in più” (la hit del Festivalbar 2005), “Vuoto a perdere”, alle 23.00 è giunta l’ora di “Angelo”, e poi a chiudere con “Meravigliosa” e “Solo”. Dopo il classico “fuori, fuori” del pubblico, è tempo<

Simone Mujelli
Muge
muge@livepoint.it