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MUSICA DI QUALITÀ AL TEATRO ASTRA DI S. GIOVANNI
Articolo del 20/03/2002
18 Marzo 2002 ore 21.15, è “L’origine del mondo” la prima canzone ad aprire il concerto teatrale di Max Gazzè. Sul palco i cinque bravissimi musicisti, di Max si sente solo la voce. Finisce la canzone ed ora tocca a Ginevra Di Marco salire sul palcoscenico, la canzone è “Su un ciliegio esterno”, oltre alla voce si intravede l’ombra di Max. Ore 21.25 parte “Ognuno fa quello che gli pare?” e in fascio di luce a centro palco compare finalmente la figura, completata dall’inseparabile basso, di Max Gazzè: un concerto a teatro per un artista ricercato ed innovativo come Gazzè è anche tutto ciò!
Un concerto di quasi 2 ore e mezza, intervallato da una breve pausa verso le 22.15.
Sicuramente un’esibizione di assoluta qualità, per una scelta artistica, quella del tour teatrale, che probabilmente va ad esaltare ancor più le raffinate doti del cantante romano.
Nulla è lasciato al caso: ogni movimento, ogni nota, ogni luce, tutto è figlio di un tour iniziato il 25 gennaio a Macerata e perfezionato data dopo data in modo impeccabile.
L’apporto dei musicisti è veramente di altissima qualità, partendo dall’incintissima Ginevra Di Marco alla voce, ma non come semplice corista, ma come voce spesso complementare a Gazzè e talvolta anche principale; passando per Francesco Magnelli, tastierista tra i fondatori dei C.S.I.; Paolino (formidabile nel coinvolgere il pubblico nelle canzoni più ritmate) e Finaz, rispettivamente percussionista e chitarrista della Bandabardò; e poi i tre della band abituale di Gazzè: Clemente Ferrari alle tastiere e fisarmonica, Cristiano Micalizzi alla batteria e tale Max Gazzè al basso (e voce…).
Le canzoni della carriera di Max si susseguono l’una dopo l’altra, spaziando indifferentemente fra i vari album, e spiazzando spesso il pubblico con versioni riarrangiate, rallentate, accelerate, impreziosite, insomma cambiate, di brani già noti. Una nota di merito va sicuramente alla nuova versione di “Casi ciclici”, montata sulla musica di “Forma e sostanza” dei C.S.I.; mentre un appunto negativo per la versione soft di “Vita”, che perdendo la carica “vitale” del ritornello (cantato nella versione da studio da Mao), smarrisce forse un po’ d’incisività.
Il teatro Astra, completamente gremito, ha anche apprezzato molto le due canzoni proposte da Ginevra Di Marco dal proprio repertorio (una era “Trama Tenue”, l’altra una ninna-nanna), ma i momenti topici sono stati sicuramente il simpatico siparietto-gag fra Gazzè e Magnelli durante “Cara Valentina” e la passeggiata fra il pubblico di Max durante “Una musica può fare”, per cui è lecito pensare che se il pubblico fosse stato coinvolto un po’ di più, la risposta sarebbe stata di sicuro successo, invece i produttori artistici (cioè gli stessi Max Gazzè e Francesco Magnelli) hanno optato per un’esibizione meno nazional-popolare e più concentrata sulla classe e la perfezione del prodotto, una scelta opinabile, ma che comunque non lascia dubbi sull’altissima qualità dello spettacolo offerto.

Simone Mujelli
Muge
muge@livepoint.it