VASCO ROSSI
Articolo del 12/02/2001
![]() |
A 26 anni, nel 1978, la Lotus Records pubblica “Ma cosa vuoi che sia una canzone”: il primo album di Vasco, autore di musiche e testi (arrangiato da Gaetano Curreri degli Stadio), contenente le bellissime “La nostra relazione”, “Silvia” e “Jenny è pazza!”.
Nel ’79 è la volta di “Non siamo mica gli americani”, contenente una delle canzoni più note dell’intero panorama musicale italiano di tutti i tempi: “Albachiara”, e poi anche “Fegato, fegato spappolato” e “La strega”.
Nel 1980 Vasco, per la prima volta, arriva alla ribalta nazionale, facendo scalpore col suo brano censurato alla radio “Colpa d’Alfredo”, contenuto nell’album omonimo, assieme a “Susanna”, “Sensazioni forti”, “Tropico del Cancro” e all’irriverente “Asilo Republic”.
Anche nell’81 l’ispirazione romantico-provocatrice di Vasco Rossi si conferma e si esprime forse ai massimi livelli nell’album “Siamo solo noi”, dove trovano spazio canzoni come “Ieri ho sgozzato mio figlio”, “Che ironia”, “Voglio andare al mare”, “Incredibile romantica” e “Valium”.
La vena produttiva di Vasco non ha pause e il 1982 segna un passo importantissimo nella sua carriera: dalla casa di produzione Targa Italiana passa alla Carosello e decide di partecipare al Festival di Sanremo con il brano “Vado al massimo”; nonostante l’ultimo posto in classifica, le vendite dell’album omonimo, contenente anche “Sono ancora in coma”, “Canzone”, “Splendida giornata” e la bellissima “Ogni volta”, vanno molto bene.
Visto il successo dell’anno precedente, Vasco decide di cavalcare l’onda e anche l’anno successivo (’83) si ripresenta a Sanremo proponendo la canzone che poi diventerà il simbolo del Vasco-pensiero: “Vita spericolata”. Il successo questa volta è strabiliante e l’LP “Bollicine” (contenente anche “Deviazioni” e “Una canzone per te”), vende più di un milione di copie.
Siamo nel 1984 e per Vasco Rossi è già arrivato il momento della prima <
Forse un po’ condizionati dalle vicende giudiziarie di Vasco, forse per un’ispirazione non all’altezza del passato, l’LP dell’85 “Cosa succede in città”, non ha l’atteso riscontro di critica e di pubblico, nonostante brani come “Toffee”, “Una nuova canzone per lei” e “Dormi, dormi”.
Certo però che Vasco non attende molto a rifarsi e due anni dopo (1987) esce “C’è chi dice no”, ed è di nuovo successo pieno, con “Vivere una favola”, “Ridere di te”, “Brava Giulia”, “Non mi va” e l’autoironica “Blasco Rossi”, dedicata a se e ai suoi più cari amici e collaboratori come Massimo Riva, Maurizio Solieri, Claudio Golinelli e Mimmo Camporeale.
E siamo all’89, ed è “Liberi… liberi” il primo disco scritto da Vasco con la nuova casa discografica, la EMI, “Vivere senza t
Simone Mujelli
Muge
muge@livepoint.it


