chiudi
UTENTE: AREA RISERVATA
Nickname
Password

Password dimenticata? clicca qui
Non sei ancora iscritto? clicca qui

chiudi
LOCALI: AREA RISERVATA
User Id
Password

chiudi
ARTISTI: AREA RISERVATA
User Id
Password

Password dimenticata? clicca qui
Non sei ancora iscritto? clicca qui

chiudi
CERCA ARTICOLO

Testo da cercare

chiudi
CERCA ARTISTA
Nome Artista
Provincia
Doc Servizi, i professionisti dello spettacolo
VASCO ROSSI
Articolo del 12/02/2001
Vasco Rossi nasce a Zocca (MO) 49 anni fa e si dedica alla musica fin da giovanissimo, facendo il dj in una radio locale, anche se il suo primo approccio all’affascinante mondo dello spettacolo avviene nel campo del teatro, in qualità di sceneggiatore, ma anche attore e regista. Certo nulla di paragonabile alle sue qualità e capacità nello scrivere musica ed interpretarla.
A 26 anni, nel 1978, la Lotus Records pubblica “Ma cosa vuoi che sia una canzone”: il primo album di Vasco, autore di musiche e testi (arrangiato da Gaetano Curreri degli Stadio), contenente le bellissime “La nostra relazione”, “Silvia” e “Jenny è pazza!”.
Nel ’79 è la volta di “Non siamo mica gli americani”, contenente una delle canzoni più note dell’intero panorama musicale italiano di tutti i tempi: “Albachiara”, e poi anche “Fegato, fegato spappolato” e “La strega”.
Nel 1980 Vasco, per la prima volta, arriva alla ribalta nazionale, facendo scalpore col suo brano censurato alla radio “Colpa d’Alfredo”, contenuto nell’album omonimo, assieme a “Susanna”, “Sensazioni forti”, “Tropico del Cancro” e all’irriverente “Asilo Republic”.
Anche nell’81 l’ispirazione romantico-provocatrice di Vasco Rossi si conferma e si esprime forse ai massimi livelli nell’album “Siamo solo noi”, dove trovano spazio canzoni come “Ieri ho sgozzato mio figlio”, “Che ironia”, “Voglio andare al mare”, “Incredibile romantica” e “Valium”.
La vena produttiva di Vasco non ha pause e il 1982 segna un passo importantissimo nella sua carriera: dalla casa di produzione Targa Italiana passa alla Carosello e decide di partecipare al Festival di Sanremo con il brano “Vado al massimo”; nonostante l’ultimo posto in classifica, le vendite dell’album omonimo, contenente anche “Sono ancora in coma”, “Canzone”, “Splendida giornata” e la bellissima “Ogni volta”, vanno molto bene.
Visto il successo dell’anno precedente, Vasco decide di cavalcare l’onda e anche l’anno successivo (’83) si ripresenta a Sanremo proponendo la canzone che poi diventerà il simbolo del Vasco-pensiero: “Vita spericolata”. Il successo questa volta è strabiliante e l’LP “Bollicine” (contenente anche “Deviazioni” e “Una canzone per te”), vende più di un milione di copie.
Siamo nel 1984 e per Vasco Rossi è già arrivato il momento della prima <> e ciò si concretizzerà con l’album dal vivo “Va bene, va bene così”, unico brano inedito. Però, nonostante il successo del disco, sicuramente a Vasco non rimarrà un bel ricordo di quell’anno, dato che, per detenzione di cocaina, viene costretto a 20 giorni di carcere.
Forse un po’ condizionati dalle vicende giudiziarie di Vasco, forse per un’ispirazione non all’altezza del passato, l’LP dell’85 “Cosa succede in città”, non ha l’atteso riscontro di critica e di pubblico, nonostante brani come “Toffee”, “Una nuova canzone per lei” e “Dormi, dormi”.
Certo però che Vasco non attende molto a rifarsi e due anni dopo (1987) esce “C’è chi dice no”, ed è di nuovo successo pieno, con “Vivere una favola”, “Ridere di te”, “Brava Giulia”, “Non mi va” e l’autoironica “Blasco Rossi”, dedicata a se e ai suoi più cari amici e collaboratori come Massimo Riva, Maurizio Solieri, Claudio Golinelli e Mimmo Camporeale.
E siamo all’89, ed è “Liberi… liberi” il primo disco scritto da Vasco con la nuova casa discografica, la EMI, “Vivere senza t

Simone Mujelli
Muge
muge@livepoint.it