IL CABARET DI QUALITA’ NON È SOLO ZELIG!
Articolo del 01/05/2004
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Con il pretesto di un festival della canzone, ma non un consueto festival, bensì una chermes che premia La canzone più brutta del mondo, i Cavalli Marci portano in scena una serie di sketch e di motivi spesso esilaranti.
Lo show è magistralmente condotto dall’ideatore, fondatore, autore, regista e capocomico dei Cavalli, Claudio Rufus Nocera, attore di ottime capacità e dall’impatto comico vincente, sicuramente sottovalutato nel panorama cabarettistico-televisivo italiano. Claudio, uno dopo l’altro, introduce i più improbabili partecipanti al festival, così vediamo sfilare una carrellata di divertenti personaggi: dal Signor Denei (“…che non è una merda!”) al prete, da Marcel Purcell al chirurgo, dal poeta genovese al sommelier, dal cantante napoletano al pizzaiolo romano, e via via personaggi su personaggi, sempre all’insegna del divertimento e della risata, che raggiunge i vertici più alti col ritmo da grandi artisti di cabaret de i 4 Turbolenti, vero fiore all’occhiello dello spettacolo, molto più di quanto possano far pensare le loro apparizioni televisive al Colorado Cafè di Italia 1.
A far da collante tra i vari sketch comici, un pout-pourri di canzoni a volte appositamente bruttissime e interpretate altrettanto male, a volte divertenti e ironiche, a volte belle e ben cantate, ma sempre simpatiche, popolari e coinvolgenti.
Quando una persona esce di casa per andare a vedere uno spettacolo comico, al primo posto fra le cose che cerca c’è la risata, e i Cavalli Marci live raggiungono pienamente lo scopo, …e poco importa se ogni tanto c’era qualche calo di ritmo, se qualche volta i microfoni non funzionavano bene, se qualche gag era un po’ scontata… il pubblico che va a vedere il cabaret vuole ridere, e con La canzone più brutta del mondo si ride molto!
E quindi complimenti a Claudio Rufus Nocera, ad Andrea Di Marco, a Carlo Denei, ad Enrique Balbontin, a Cesare Grossi, ad Alessandro Conti, a Giorgio Centamore, ai 4 Turbolenti, ma anche alle circa 300 persone (poche purtroppo) che hanno preferito uscire di casa per gustarsi uno spettacolo comico dal vivo, invece di impantofolarsi davanti alla televisione! …Effetto Zelig?
Estravagario ha centrato ancora una volta il bersaglio, anche se nel frattempo continua la raccolta di firme per salvare il Teatro Tenda: una firma di solidarietà per il futuro del nostro Teatro Tenda e come attestazione di aver fatto qualcosa di positivo per la città e per i suoi abitanti in questi 7 anni e mezzo di attività. L'esigenza di questa attestazione di fiducia nasce dal fatto che tra un po’ di tempo inizieranno i tanto agognati lavori all'interno degli Ex-Magazzini-Generali e non sappiamo quale destinazione avrà l’attività di Estravagario, comprendente gli spettacoli organizzati sotto la Tensostruttura, le produzioni come Estravagario Teatro Compagnia e la Scuola di Teatro.
Simone Mujelli
Muge
muge@livepoint.it


