REPERTO RAIOT: RISATE, SATIRA, POLEMICA!
Articolo del 22/04/2004
![]() |
Bella l'idea iniziale di un museo della resistenza, inaugurato in un futuro a noi lontano, per permettere alla gente di non dimenticare come si è arrivati ad una specie di "regime", come sia questo riuscito a durare, e le conseguenze che questo ha portato, prima fra tutte “Il cimitero delle parole”, un’osservazione che la Guzzanti si è detta orgogliosa di aver fatto: un cimitero per tutte le parole vietate dalla dittatura, per cui nessuno ha più potuto contrastare e criticare il dittatore, essendo rimaste come uniche parole pronunciabili "pizza", "bancomat" e “i giorni della settimana”. Simbolo di quest’epoca la canzone degli Exch Pop True “La Discoteca”, riproposta da Sabina come finale dello spettacolo, dopo 15 minuti… Eh si, perché dopo il primo quarto d’ora non era più spettacolo, ma uno scambio di idee tra amici, così Sabina ha proposto il suo RaiOt.
Così parte la chiacchierata, un fiume di parole mai scontate, ripetitive o sprecate, un’analisi lucida e preparata e quasi cinica della situazione politica e sociale attuale, raccontata anche immedesimandosi nei panni dei personaggi da lei spesso imitati, o meglio caratterizzati: i cavalli di battaglia come Bruno Vespa, Massimo D'Alema, Valeria Marini, Barbara Palombelli, Rocco Buttiglione, Lucia Annunziata e naturalmente Silvio Berlusconi, un Berlusconi in una veste inaspettatamente sicula, che elargisce agli italiani improbabili consigli per poter "interpretare al meglio" le leggi emanate dal suo governo. Ma anche delle novità come Antonella Clerici e un’esilarante Velina, con le parole farneticanti della quale, a mezzanotte e un quarto, ha chiuso la serata.
RaiOt, uno spettacolo comico e divertente. Uno spettacolo anche musicale, perché sul palco con Sabina Guzzanti anche due musicisti: Maurizio Rizzuto alle percussioni e Danilo Cherni alle tastiere, che l’hanno accompagnata dal vivo in canzoni inedite dai testi satirici. RaiOt, uno spettacolo sicuramente scomodo e irriverente, a portata di denuncia e querela dal primo all’ultimo dei 165 minuti.
Simone Mujelli
Muge
muge@livepoint.it


