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Doc Servizi, i professionisti dello spettacolo
GRANDE "PRIMA" PER IL RISVEGLIO DI PRIMAVERA DI PUNTO IN MOVIMENTO
Articolo del 17/03/2004
Attori molto molto bravi, temi che -alla faccia del secolo che separa l’opera di Wedekind dai nostri giorni- sono comunque drammaticamente attuali, scelte scenografiche intelligenti ed accattivanti (come la terra che ricopre tutto il palco a creare un ambiente campagnolo e provinciale), un uso globale dello spazio offerto dal palcoscenico, un sapiente mix fra luci, ombre e penombre, e come aggiuntina a rappresentare al massimo l’attualità della rappresentazione, un paio di scene osè. Insomma un mix di ingredienti che alla fine dell’ora e quaranta della prima nazionale di martedì 16 marzo al Camploy di “Risveglio di Primavera”, ci hanno lasciato con una certezza assoluta: questo spettacolo otterrà il meritato successo ovunque sarà rappresentato!
La storia è piuttosto semplice da raccontare: tre giovani, due ragazzi (interpretati da Massimo Di Michele e dal regista Roberto Totola) e una ragazza (Marina Furlani) vivono il difficile passaggio dalla fanciullezza all’adolescenza, scoprendo le difficoltà che comporta un irrequieto rapporto con la propria sessualità e la relazione tra questa e il mondo esterno. Gli impedimenti sono molteplici: il rapporto con i genitori, con gli insegnanti, con i compagni di giochi, soprattutto quando le sorprese erotiche vanno al di là del presunto “normale” andamento delle cose. Così troviamo una ragazza incinta a soli 15 anni, un ragazzo che sceglie il suicido per fuggire dalla scoperta della sua omosessualità e il mondo degli adulti che invece di andare incontro ai problemi degli adolescenti, ne fugge scandalizzato e spaventato, e di fronte ad una inattesa tragedia che turba il tranquillo vivere della comunità, invece di prendersi le proprie responsabilità preferisce trovare una facile scappatoia additando quale capro espiatorio di tutto l'accaduto un indifeso e sensibile adolescente, colpevole solo di essere forse un po’ troppo anticonformista e disinibito per quel tempo.
Questa era la Germania di inizio ‘900… ma ora nella nostra “civilissima” Europa qualcosa è cambiato?

Simone Mujelli
Muge
muge@livepoint.it