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LIVEPOINT INCONTRA I ROSILLUSA
Articolo del 27/02/2004
Dopo un primo demo, i Rosillusa arrivano al primo lavoro ufficiale autoprodotto dal titolo “L’arca di non è”. Questa settimana sono ospiti di MusicAlive per presentare in anteprima il lavoro. Saranno live al Festung di Pastrengo sabato 28 febbraio a partire dalle ore 22.00. L’ingresso è libero.
Li abbiamo incontrati per conoscerli da vicino e fare due chiacchere sul loro album.


Fabio Fila – Livepoint “Ciao e benvenuti. Non è da molto che girate a Verona, sbaglio? Ci raccontate un po’ la vostra storia?”
Rosillusa “Innanzitutto,un saluto a te e a Livepoint. I Rosillusa hanno una storia un po’ particolare.
Siamo nati nel Febbraio 2001 ed eravamo in tre: voce/chitarra, basso e batteria. Dopo sei mesi ed un paio di concerti, abbiamo registrato il primo demo, mai distribuito perché dopo pochissimo tempo, causa divergenze interne, ci siamo sciolti. Il progetto e’ rimasto fermo per circa un anno fino a quando ho deciso assieme a Tommy, il pianista dei Rosillusa, che gia’ collaborava con me in un progetto acustico piano/voce (Progetto Acustica), di iniziare la ricerca di musicisti per far rinascere Rosillusa. Proprio in quel mentre,un managment romano ci ha proposto di registrare un videoclip sul brano Rosillusa, presente nel primo demo. Da li’ è partito concretamente il progetto Rosillusa. Ora abbiamo una formazione stabile con Jordi alla batteria, Balla al basso e Cuma alla fisarmonica. Proveniamo tutti, comunque, da diverse esperienze musicali.”

F.F.Rosillusa; il vostro nome porta in seno il simbolo dell’amore e la parola illusione? Come arrivate a questo connubio?”
R. “Piu’ che la rosa è il rosa, inteso come colore. Con il rosa mi è piaciuto identificare il colore della serenità e la rosillusione è il termine con il quale ho battezzato quell’insieme di sensazioni che ci fanno sereni quando in realtà basta aprire gli occhi per accorgersi che non tutto sta andando come si vuole. In definitiva Rosillusa descrive una serenità promessa e mai raggiunta.”

F.F. “Il genere proposto potrebbe definirsi cantautorato. In Italia è un genere dalle radici storiche importanti; a chi vi ispirate?”
R. “Tutti noi proviamo ammirazione per la ‘scuola genovese’, piu’ precisamente per Tenco, De Andrè e Fossati. Personalmente sono molto vicino a Luigi Tenco. Sono affezionato a la sua storia e alla sua musica. Un artista di spessore incalcolabile che, grazie sua sensibilità e coerenza, ha tracciato un segno indelebile nel panorama artistico italiano. Proprio per questo abbiamo deciso, con molta umiltà, di inserire nel nostro cd un suo pezzo che abbiamo riarrangiato ed adattato al nostro sound. E’ chiaro però che siamo soliti affrontare ascolti diversi e quindi possiamo essere influenzati anche da un certo tipo di rock. Soprattutto da quello inglese,vedi Radiohead, Muse, Coldplay, per citare i più conosciuti. Ultimamente siamo stati tutti favorevolmente sorpresi dall’ascolto di ‘Rose’, l’ultimo lavoro di Maximilian Hecker.”

F.F. “In definitiva, come preferite chiamare il vostro genere?”
R. “A dir la verità, non è chiaro nemme

Fabio Fila
Livepoint
fabio@livepoint.it