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DARIO FO E FRANCA RAME: IO C'ERO!
Articolo del 18/12/2003
“Io c’ero!”
Il primo pensiero che mi è venuto in mente uscendo dall’Estravagario ieri sera è stato proprio questo: “Io c’ero!”
Partiamo dalla fine. Franca e Dario che ci raccontano del loro impegno sociale a favore dei portatori di handicap, del loro aver devoluto in beneficenza tutti i proventi (oltre un miliardo di lire) del Nobel vinto dal giullare di Varese, della vendita dei quadri di Dario Fo, sempre per la causa dei più deboli ed indifesi, insomma un impegno sociale totale e costante.
Questa premessa è fondamentale per capire i perché di uno spettacolo di satira bizzarro, buffo, strano, …anomalo. Obiettivo primario nella vita dei due artisti e obiettivo primario del nuovo spettacolo è uno solo: l’impegno sociale.
La cronaca di questo spettacolo a Verona parte idealmente domenica sera scorso, quando l’Estravagario Teatro Tenda ha ospitato un maxi-schermo al centro del palco, per permettere a chiunque di vedere “Ora basta”, la manifestazione contro la censura organizzata da Sabina Guzzanti, in collaborazione con Marco Travaglio e i responsabili del Movimento Girotondi. E chi meglio di un censurato storico come Dario Fo poteva chiudere la settimana di protesta a Verona?
Partiamo dal titolo: indovinate un po’ chi è l’anonimo “anomalo bicefalo”… bravi! Avete indovinato! E’ proprio il nostro Presidente del Consiglio Cavalier Silvio Berlusconi!
La storia, pretesto per la satirica e grottesca protesta contro il sistema messa in scena da Dario Fo, è quella di un’attrice, interpretata da Franca Rame, che sta facendo un provino per calarsi nei panni di Veronica Lario, la moglie di Berlusconi, in un film che ha come regista e protagonista Dario Fo, che interpreta sia uno scienziato russo, sia l’educatore dei figli del Premier, sia Berlusconi stesso, con un’esilarante trovata comica tutta da vedere. La storia del film racconta di un doppio attentato, dove perde la vita Putin e viene salvato per miracolo il Berlusca, che si troverà poi a dover vivere con un doppio mezzo-cervello (metà di Putin e metà suo) e con dei vuoti di memoria, usati come trovata affinché la moglie gli ricordi tutte le malefatte e le diavolerie fatte in passato, nel presente e ipotizzate nel futuro.
Uno spettacolo evidentemente a continuo rischio di querela, ma tant’è, questa è la vita di Dario Fo, Franca Rame e Jacopo Fo, e andando sul loro sito www.francarame.it non è difficile capirlo.
Brillanti le idee sceniche (con l’aiuto di un mimo professionista), divertenti le gag, pungenti le battute politiche, gustosi i siparietti fuori programma tra Dario marito e Franca moglie, destabilizzanti i momenti di riflessione sociale. Nonostante tutto però… lo spettacolo non arriva liscio liscio fino in fondo, ma ha dei cali di ritmo notevoli, soprattutto nella seconda parte della rappresentazione. Quali i motivi? Forse uno spettacolo sempre in evoluzione a seconda dei fatti del giorno, forse la mancanza di una buona idea per il finale (cosa non poco diffusa in teatro, ad ogni livello), forse dei problemi tecnici, forse la voglia di denuncia che ha prevaricato la voglia di far teatro, forse l’anomalia di due consumati attori che recitano l’uno con l’auricolare ed il suggeritore che gli passa ogni battuta e l’altra con il copione in mano… ma oggi a Dario Fo e Franca Rame si perdona tutto!
Complimenti alla direzione dell’Estravagario Teatro Tenda per la coraggiosa scelta, premiata comunque con una due giorni di tutto esaurito, che unita alle più di 500 persone che domenica scorsa si sono accalcate attorno al maxi-schermo, fanno ben sperare per la voglia di pensare, di sapere e di non subire passivamente; la coscienza sociale di Verona si sta svegliando!?

Simone Mujelli
Muge
muge@livepoint.it